Stirling Moss raccontato da Arturio Merzario
“Non era un campione ma un super super super Campione”
Stirling Moss, nato a Londra 90 anni fa,è entrato nella leggenda dell’automobilismo come il più vincente e abile pilota di F.1 che non sia divenuto campione del mondo (66 gran premi disputati dal 1951 al 1961, ne vinse 16), nonché come recordman imbattuto della Mille Miglia di velocità, dominata con la Mercedes 300 SL nel 1955 a oltre 157 km/h di media.

Fra le sue vittorie più mitiche il GP di Monaco del 1956 al volante della Maserati 250F con la quale quell’anno conquistò anche il Gran premio d’Italia a Monza. In F1 corse poi moltissimo con la Mercedes e rese famosa la, altrimenti finita nell’oblio, Vanwall. Vinse anche la 12 ore di Sebring, il Tourist Thophy e la Targa Florio. Fu nominato con l’onorificenza “Sir” dalla Regina Elisabetta…

Grazie ad Arturio Merzario per aver condiviso con noi qualche pezzo di storia e il suo personale racconto di Stirling … Arturio, un nome e cognome Stirling Moss

“devi sapere che Lui era un grande, io ero un ragazzino, lui un 35 enne, un vero pioniere; aveva iniziato a correre negli anni 50, un ragazzino quando in pista correva ancora Nuvolari che stava per smettere, è proprio nella generazione in mezzo tra Jim Clarck, Graham Hill, Jackie Stewart, e io ho avuto proprio la fortuna di correre anche con Sir e anche contro a Goodwood: parlo del 2007, durante le prime gare del Rally che si che disputavano al Goodwood Revival.

Dopo io correvo con una S PB Ferrari di uno svizzero che ho usato sovente e poi ho corso col Cortina Lotus che fu utilizzata da Jim Clark a suo tempo e avevo corso pure con il Millino Abarth prima ancora con la Seicento del 56…

ma Arturo, Stirling diceva che preferiva gareggiare con le vetture inglesi, perché a suo dire “era meglio perdere con onore in una vettura inglese che vincere con una straniera” tu cosa ne pensi ?
Beh ,questo è abbastanza ovvio anche per noi italiani, almeno anch’io la penso così qualora c’era da fare una prestazione, ottenere un ottimo risultato è chiaro che io (sto tornando indietro negli anni 60), utilizzavo una macchina italiana a prescindere che negli anni 50 fino agli anni 70 le auto vere competitive e meccanicamente all’avanguardia per l’epoca erano le italiane cominciando dall’Alfa Romeo che non per nulla la chiamavano “la mamma” che ha insegnato al mondo intero a fare le automobili e poi c’è stata la Lancia che con Vincenzo Lancia con la serie delle Aurelia ha spopolato nelle gare di durata perché allora le gare importanti erano le GT, la formula uno si chiamava gran premio formula e le foto che tu vedi di Moss piuttosto che di Nuvolari per esempio con l’Alfa 8C, la numero 14 del Nuvolari che ha vinto il Gran Premio di Montecarlo e delle mura di Bergamo che io utilizzo (è del museo di Montecarlo) e con la quale mi sono anche massacrato le ossa e le costole per raggiungere un concorrente davanti … roba da piangere vero ma fa niente io a Goodwood fui presente con la famosa F1, Ferrari 156 Sharknose, per la quale già c’era gente pronta a togliermi il seggiolino sotto il culo;

ma fa niente il nostro mestiere è cosi e adesso diventa difficile nelle categorie nei GT, nel turismo mondiale dove c’è il denaro che arriva con lo sponsor mentre alla mia epoca se non facevi la prestazione tu non sapevi nemmeno se lunedì potevi entrare in fabbrica!

Poi eravamo ingaggiati come piloti e dopo arrivano i campionissimi ma era già un privilegio prendere qualche “biglietto da 1000” per cui io mi definisco un operaio del volante, perché della seconda gara in poi sono sempre stato pagato per correre e non ero un pilota pagante come abitudine dagli anni 90 a oggi. Allora andavi con la propria macchina per avvicinarti allo sport motoristico, solo dopo c’erano le scuderie con i mecenati che ti facevano da finanziatori per simpatia allo sport di quel genere piuttosto che alla persona fisica ;è finanziavano le scuderie per portare avanti il pilota o corridore erano coloro che davano all’opportunità economicamente ….

Durante l’intervista: Mi auguro che tu stai registrando per cui se ti mando a quel paese mi auguro che sia registrato… si registro tutto Arturio ma non c’è problema, sono chiusa in casa e Arturio aggiunge te l’ho già detto bisogna stare in casa… e te lo dico in dialetto sarà su la butegha punto.
Ma Arturo da pilota com’era Stirling ?
Secondo me Stirling uno dei piloti più grandi ma avuto sempre la sfiga che è arrivato a un passo dal coronamento del campionato del mondo Formula 1, prima di avere un grosso incidente che lo costrinse a ritirarsi; sai a chi paragono Stirling Moss? A uno dei miei amici nemici che Jackie Ichks perché Jackie era un fighetta per il suo modo di comportarsi e non è mai riuscito a vincere un campionato del mondo, ma credimi non è che era alla pari di Grahma Hill o Jackie Stewart , era oserei dire forse anche un pelino superiore ma il suo modo di comportarsi che nelle squadre in cui militava lo rendeva era un po’ troppo rompicoglioni ….ma il palmares di Sir è micidiale non hai un’idea delle gare che lui ha vinto che contavano di più della Formula 1. All’epoca eravamo tutti degli squattrinati e veniva pagato profumatamente. Come persona era il classico inglese che a denti stretti ti faceva il sorriso se gli era necessario altrimenti dell’hi, bye bye, see you tomorrow e le cose finivano li …. perlomeno con i piloti extra Regno Unito …poi quando era in compagnia con Hill si dice amici tra virgolette ma non era cosi …..

Alcune frasi celebri di Sir
“Ci sono due cose che l’uomo non ammetterà mai di non saper fare: guidare e fare l’amore.”e “E’ necessario rilassare i muscoli ogni tanto, ma rilassare il cervello potrebbe essere fatale.”
cosa ne pensi?
Eh sì perché nel cervello devono sempre funzionare le famose 3P che ti ho suggerito :prevedere,prevenire, programmare che purtroppo non sempre possono collimare ma più o meno dopo tu puoi romperti anche l’osso del collo, si fa per dire, ma io provato anche quello nella mia fortunata carriera: la seconda e la terza vertebra però ho trovato dei personaggi così validì che mi hanno rimesso in piedi nei mesi di convalescenza e poi corro e corro tuttora…sto parlando dell’incidente l’unico e fortunatamente grave che ho avuto alla vigilia di Pasqua nel 91 su una macchina sport prototipo: Moss è sempre stato uno di quelli e poi non voglio cadere nella retorica, comunque sappi che era un vero sportivo che arrivava al massimo del suo sport, qualunque fosse, dal gioco delle bocce in un campo di patate piuttosto che le biciclette, piuttosto che il calcio piuttosto che il pugilato. Io reputo che eravamo strani fuori dal normale e si pensava oltre le nostre capacità eravamo sempre numeri uno anche nel pensiero e se tu vai a leggere i personaggi famosi è sempre stato così, perchè l’obiettivo dell’uomo era pur sempre la donna!

Il tuo ultimo ricordo con Sir?
Abbiamo cenato nel gran soirè del Goodwood Festival of Speed di due anni, fa era al tavolo di fianco al mio, i tavoli hanno 11 posti proprio per la raccolta del denaro per il Children che Lord March ci mette a disposizione e poi l’anno scorso quando fece una presenza fugace in mattinata, ma era già super ammalato anche lui come il mio amicoTullio Abbate sono usciti di casa, come diciamo noi in Lombardia con i piedi davanti ma non dimenticare che Sir dopo l’incidente che avuto e che lo tenne lontano dalle corse, dopo un anno si rimise poi in pista e continuò a gareggiare ma ormai il treno era perso ; ma è sempre stato un campione un Super super super campione !
Grazie Arturio!

- Silvia Terraneo
- 15 Aprile 2020
