Monza nel mirino, Merzario risponde: “Serve rispetto, non slogan”

A PRONTI… VIAAA il commento diretto di Arturo Merzario sulla proposta di intitolare l’autodromo a Alex Zanardi: tra storia, rispetto e memoria del motorsport .. E QUINDI ? “centra come i cavoli a merenda”

Durante la registrazione di PRONTI… VIAAA, il programma di SheMotori -ideato e condotto dalla giornalista Silvia Terraneo – dedicato al motorsport, siamo entrati subito nel vivo di una delle notizie più discusse degli ultimi giorni.

Uno spezzone della registrazione PRONTI…VIAAA

A riportarla è stata la testata MonzaToday: una proposta avanzata da Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera ed esponente di Fratelli d’Italia, che suggerisce di intitolare l’autodromo di Monza ad Alex Zanardi.
Un’idea che ha immediatamente acceso il dibattito.

A rispondere, senza giri di parole, è stato Arturo Merzario.

“Monza non si intitola a qualcuno… è la storia di tutti.” commenta di primo petto Arturo: “Zanardi con l’autodromo di Monza centra come i cavoli a merenda come si suol dire!”
 

“Il punto sollevato è chiaro: prima di Zanardi, il motorsport italiano — e Monza in particolare — è stato teatro delle imprese di piloti leggendari. Da Tazio Nuvolari a Alberto Ascari, quest’ultimo profondamente legato al circuito brianzolo, dove perse anche la vita nel 1955 durante dei test. Una storia fatta di nomi, imprese e sacrifici che hanno costruito il valore simbolico di Monza nel tempo.
Non solo.
All’interno dello stesso circuito esistono già riconoscimenti mirati: la storica curva Parabolica è stata dedicata a Michele Alboreto, altro grande protagonista del motorsport italiano, cresciuto proprio all’ombra di Monza.
Zanardi rappresenta senza dubbio una figura straordinaria, simbolo di resilienza e determinazione. Tuttavia, il suo legame diretto con il circuito di Monza è arrivato in una fase successiva della carriera, dopo gli inizi nei kart e nelle categorie propedeutiche.
Ed è proprio su questo equilibrio tra memoria e riconoscimento che si inserisce la riflessione di Merzario”
 “La storia del motorsport non si improvvisa.” Una frase che racchiude il senso dell’intervento: certe scelte non possono essere dettate dall’emotività o dal momento e qui arriva anche la parte più diretta: Aggiunge  “Queste cose non si fanno per visibilità.”

Un riferimento chiaro al rischio che temi così importanti possano essere strumentalizzati, anche a livello mediatico o politico. E allora la provocazione finale, che apre un’ulteriore riflessione: se si dovesse davvero legare 

Arturo Merzario allora rilancia un nome :”Monza a un nome simbolico, perché non pensare a chi ha incarnato lo spirito del circuito in modo totale? Come Vittorio Brambilla, il “Gorilla di Monza”, pilota iconico, profondamente legato al territorio e all’identità stessa dell’autodromo.”

Una provocazione, certo. Ma anche un modo per riportare il dibattito su un piano più profondo.

Perché Monza non è solo un circuito.
È un patrimonio collettivo.
E forse la vera domanda resta una sola: stiamo parlando davvero di rispetto… o di visibilità?

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