A bordo di #ABARTH with Arturio Merzario

Arturo Merzario, persona, pilota e mito ci racconta la storia di Abarth al volante della 595 esseesse

La storia di Abarth passato, presente, futuro dalla voce del mitico portacolori di Abarth: Arturo Merzario, persona, pilota e mito !
Metti un giorno all’Autodromo di Monza con Arturio (si scrive con la I) e una paperina a quattro ruote la 595 esseesse … racconti emozionanti ….Vi lascio gustare a tutto sound il video

l mito prende origine da una sfida e il suo protagonista porta il nome di Karl Abarth. Neanche undicenne, il piccolo Karl ricopre la ruota in legno del suo monopattino con una cintura in cuoio per potersi spingere a una velocità superiore e battere così i ragazzi più grandi nelle sfide di quartiere. L’elaborazione ai fini della performance s’innesta nel DNA di Karl Abarth che, incapace di star lontano da corse e competizioni, lo porta a spingersi verso nuove sfide e nuovi record.

In sella a una moto dotata di sidecar, Karl Abarth ha sfidato e battuto il treno Orient Express coprendo in anticipo i 1.370 km della tratta Vienna – Ostend.
Dopo una carriera da pilota, sia di auto che di moto, Karl Abarth e Guido Scagliarini fondano nel 1949 la Abarth & C.  La prima vettura prodotta, la 204 A Roadster, derivazione della FIAT 1100, vinse immediatamente il campionato italiano 1100 Sport e quello di Formula 2. In parallelo alle corse, s’iniziarono a produrre i kit di elaborazione che aumentavano prestazione, potenza e velocità delle macchine di serie.

Nel giro di qualche anno l’Abarth & C. poté contare su 375 dipendenti e una produzione di circa 300.000 marmitte l’anno.Chiamato a sostituire un pilota malato, Karl Abarth ottiene il miglior tempo nella prima sessione di prove. Accusato degli altri piloti di aver truccato il veicolo, decide di cambiare mezzo. Nella seconda sessione di prove, ottiene ancora la pole, migliorando ulteriormente il tempo.Le auto Abarth devono essere maneggevoli, prestazionali e potenti, ma soprattutto piccole e cattive, proprio come lo Scorpione. Le “derivazioni” ottengono successi in ogni competizione e lo stesso Karl Abarth diventa protagonista di numerosi record.

Negli anni 50 e lungo tutti gli anni 60, il marchio Abarth s’impone costantemente e incessantemente nell’immaginario collettivo come sinonimo di sportività, elaborazione e prestazioni, rivoluzionando, di fatto, il mondo delle auto sportive. A 57 anni, Karl Abarth ottiene il record di accelerazione al volante della sua Fiat Abarth “1000 monoposto record” Classe G e il giorno successivo ottiene lo stesso record su una monoposto Classe E. Per entrare nell’abitacolo era dimagrito di 30 kg grazie a una dieta a base di mele.

Il marchio Abarth ancora oggi mantiene invariato il suo DNA, e resta sinonimo di performance, grande piacere di guida e sportività .La storia dello Scorpione continua così, raccogliendo nuove sfide, creando auto uniche e regalando, a chiunque abbia l’onore di guidarle, grandi emozioni.

Ma noi abbiamo incontra chi ha vissuto la storia di Abarth a bordo come pilota e poi come collaudatore e poi ancora pilota: Arturo Merzario.

Dopo una stagione con l’Alfa Romeo Giulietta SZ, acquistò una Fiat Abarth 1000 con l’aiuto del padre, e ne affidò la preparazione a Samuele Baggioli di Milano. Nel 1964, con questa vettura, sfiorò il titolo di Campione Italiano per vetture turismo. Nel 1967, a bordo di una Fiat Abarth 1000 semi-ufficiale, si classificò terzo nel Campionato Europeo Turismo per la Scuderia del Lario. Nel 1975 disputò diverse gare del campionato italiano turismo al volante di una Ford Escort 2000. Merzario affronta il passo del Giogo su Fiat Abarth 2000 nel vittorioso Gran Premio del Mugellodel 1970

Fu ingaggiato dall’Abarth prima come collaudatore nel 1967, poi come pilota ufficiale. Nel 1968 vinse il Campionato Italiano della Montagna alla guida della barchetta 1000SP. La svolta della carriera giunse con la vittoria del circuito del Mugello 1969, con una Abarth 2000. In quella stagione disputò anche il Campionato europeo della montagna dove si classificò secondo assoluto e primo nella categoria Sport. Nel 1970 vinse per la seconda volta consecutiva il GP del Mugello, sempre con Abarth.Questi successi aprirono a Merzario le porte della Ferrari. Nel 1970 partecipò al Campionato del Mondo Marche con una Ferrari 512S ufficiale e vinse per la seconda volta consecutiva il GP del Mugello con l’Abarth. Nel 1971, continuò alternadosi alla guida delle Abarth 2000 e di Ferrari 512M private, vincendo la Coppa Shell Interserie di Imola e, a fine stagione, il Trofeo Ignazio Giunti a Vallelunga.

Nel 1972 con la Ferrari 312 P, in coppia con Sandro Munari, ottenne la vittoria alla Targa Florio e s’impose anche nella 1000 km di Spa con Brian Redman. Seguirono altri piazzamenti che consentirono alla Ferrari di vincere il Mondiale Marche. A fine anno vinse la 500 km di Imola e la 9 ore di Kylami (in coppia con Regazzoni), prove non valide per il Mondiale. Nella stagione 1972 fu anche pilota ufficiale Osella-Abarth, e vinse il Campionato Europeo Sport 2000.

E la storia non finisci qui …

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