Fiat Panda 4×4 – Fuga nel deserto con Claudina

3.000 km, 3 Fiat Panda 4×4, 6 equipaggi tra le dune del Deserto in Tunisia e una storia da raccontare

Amiche e Amici di SheMotori… ecco a voi una nuova storiAvventura km, foto, racconti … siamo con Claudia, l’avete già conosciuta con noi durante la #ContinentalChiliExperience ma questa volta Claudina è al volante della sua Amica inarrestabile a quattro ruote, una Fiat Panda 4×4 #ontheroad per una fuga tra le dune tunisine.
Siamo sicure che il suo racconto vi farà vivere e appassionare e quindi ? Buona Lettura!

Claudina

Ecco qui l’avventura di Claudina ….”Appuntamento alle 7:30 all’ingresso del casello di Fiumefreddo, salutiamo alcuni amici del Club prima d’imboccare l’autostrada, e via, subito al volante verso il porto di Palermo per affrontare il viaggio in nave che ci ha portato in serata a Tunisi per il primo pernotto.

E da lì parte il nostro itinerario ricco di cultura, profumi, tradizioni; raggiungendo i vari punti d’interesse con strade alternative e sterrate che c’hanno fatto scoprire paesaggi meravigliosi. 

My family

Tutti al volante e partiamo verso sud, alla scoperta di una terra ricca di siti archeologici romani di grande bellezza e rilevanza storica.

Arco romano del sito archeologico di Haidra

Non può mancare come prima tappa una passeggiata  al sito archeologico di Dougga, il patrimonio artistico meglio conservato del Nord Africa, dove il tempo sembra essersi fermato.

Questa città romana, si trova sulla cima di una collina a 571m d’altezza, e grazie al suo interesse storico, nel 1997 è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

Ingresso alla vecchia pista mineraria tra Metlaoui e Redeyef

Proseguiamo con una visita all’arco trionfale di Mustis, il museo e sito archeologico di Haidra, per poi svegliarmi presto e poter ammirare l’alba dalla stanza stessa dell’Hotel, di come i raggi del sole hanno svelato i resti del sito archeologico di Sbeitla.

Questo è l’itinerario che ha preparato Gaetano Confalone, il nostro capo gruppo che per anni ha solcato le strade della Tunisia.

Per due giorni il nostro itinerario è stato arricchito dalla presenza di Massimo Grassi e la moglie Aida, ormai punto di riferimento per molti in Tunisia. Strade sterrate e alternative che c’hanno portato alla vista di Calanchi, delle Grotte Berbere di Djebel Sened dove abbiamo fatto un buon pranzo tipico, dove non è mancata una buona dose di peperoncino, per poi dirigerci sui binari del Lezard Rouge, su cui passava un bellissimo treno storico in stile Belle epoque.

Binari del Lezard Rouge ormai interrotti

Lì abbiamo dovuto lasciare le nostre piccole Fiat Pande per proseguire a piedi lungo i binari non più utilizzati a causa di una frana, ma che un tempo portava i turisti lungo una vecchia pista mineraria tra Metlaoui e Redeyef che si snoda lungo il letto del fiume per lo più asciutto dell’Oved Seldja.

Attraversato il tunnel una vista meravigliosa verso alcune delle più incredibili formazioni rocciose rosa e rosse, mostrando chiaramente il massiccio sconvolgimento degli strati.

Scattiamo foto suggestive tra cascatelle, sentieri, panorami mozzafiato. 

Chott El Jedir

Ed ancora, l’oasi di montagna, le cascate di Tamerza con i suoi corridoi naturali scavati nella roccia, ed arriviamo giusto in tempo allo Chott El Jedir, il grande lago salato che al tramonto si è tinto di riflessi rosa.

Grotte berbere di djebel Sened

Quante chiacchiere con Aida che con i suoi racconti di chi vive quella terra tutti i giorni, ha saputo farmi immedesimare nella cultura islamica, mi ha addirittura aiutato a scegliere un abito tradizionale del luogo per poi indossarlo durante il viaggio nel deserto.

Approfittiamo della stagione per assaggiare e comperare i datteri del nuovo raccolto che è iniziato da pochi giorni, facendo una visita sui campi di raccolta insieme a Naceur, guida esperta del deserto che la sera prima ci ha atteso con un’ottima cena. 

Al risveglio questa volta dedichiamo la mattina alla visita del mercato di Douz. Un’ ottima occasione per passeggiare tra le bancarelle e le merci di un mercato locale. Ho imparato come fare il turbante ed i vari significati in base a come lo si porta.

C’è veramente di tutto e si ha la vera percezione di trovarsi in Africa. Anche l’Architettura è molto varia; dalle abitazioni berbere a corte centrale agli hotel di lusso dove la hall, grande e silenziosa, ostenta tutto il suo lusso, con una profusione di marmo e stucchi. Un’ architettura di tipo occidentale con qualche richiamo a quella araba.

Terminata la visita del mercato ci prepariamo per il tratto di viaggio che ci porterà all’interno del deserto e sulla pista asfaltata iniziamo a trovare tratti insabbiati.

Eccoci arrivati a Ksar Ghilane, che ci accoglie con la sua grande distesa di palme. Prima tappa un bagno rigenerante nella sorgente d’acqua calda prima che tramonti il sole, quattro chiacchiere e pronti per l’avventura che ci aspettava l’indomani. Abbiamo dormito in tenda, con la pioggia che batteva incessantemente, e la speranza dentro di poter vedere il sole sorgere fra le dune del Deserto.

Fortino di Ksar ghilane

Partenza alle 6.30, l’aria inumidita dalla rugiada, le dune nascoste dalla soffice nebbia. Raggiungiamo il Fortino con le nostre piccole utilitarie, attendiamo che la luce accarezzi le dune e mandi via la nebbia, e nel frattempo non mancano gli scatti fotografici con Veronica all’interno del Fortino. Le dune si svelano pian piano e lo spettacolo è indimenticabile! Che meraviglia. Il deserto ti rapisce l’anima! Inizio a camminare a piedi nudi sulla sabbia.

Poi, la parte che aspettavo di più, mettermi al volante della mia compagna di avventure e guidare nel deserto. Una sensazione inspiegabile di leggerezza e meraviglia quando sali una duna senza sapere cosa c’è dopo, ma vedi all’infinito questo mare di sabbia disegnato dal vento. Pista e fuori pista per sentire la sensazione sotto le mani di come reagiva il volante e per un attimo mi faccio catturare dal provare la sensazione del fuoripista, da quella sabbia non battuta, nonostante le raccomandazioni del capogruppo riguardo i cumuli di sabbia creati dal vento. Inizialmente tutto bene finché non rimango bloccata nella sabbia. Consapevole di quello che avevo fatto, con la macchina ben inclinata sul fianco sinistro, scoppio in una risata, come una bimba colta in fragrante. Una ripresa da parte di mio padre e Gaetano che tirano fuori l’auto per proseguire.

Dopo due giornate ed una notte nel deserto dobbiamo continuare con l’itinerario, direzione Matmata con una prima visita al “Museo Diar Amor” arroccato sulle pendici di un picco montagnoso dove l’edificio di pietra si fonde con il colore della roccia e racchiude al suo interno la storia del passato attraverso oggetti ed utensili usati un tempo. Ed eccoci all’hotel “Diar el Barbar”, con la sua Architettura insolita che m’incuriosiva molto. Abbiamo dormito in camere scavate nella roccia, che permette di restare in un silenzio quasi assoluto, riposando profondamente sul materasso che poggia direttamente su un rialzo di pietra, che costituisce un letto originale e confortevole, a patto di non soffrire di claustrofobia, perché le camere ovviamente non hanno finestre, per fortuna non era il mio caso.

Ci dirigiamo verso la costa, precisamente a Monastir che dopo giornate intere passate fra le dune e le montagne del deserto tra piccoli villaggi berberi e abitazioni sperdute nel nulla, sembra già una città ed il suo piccolo traffico ci dà la percezione di tornare verso le nostre abitudini. Una volta arrivati in centro città, ci accingiamo alla visita del bellissimo e ben conservato Anfiteatro Romano, che testimonia l’antica potenza dei commercianti di Tisidro e mi porta in memoria l’anfiteatro Flavio di Roma.

Equipaggio al completo

Arrivati a Kairouan, ci spostiamo a piedi per le vie della medina, la città venerabile per la sua antica e grande Moschea. Quanta gente, mercatini, la città era in pieno fermento per la festa del Profeta a cui abbiamo assistito.

The alla menta con mandorle a Sdi Bou Said

Concludiamo il nostro itinerario con Hammamet e con un buon the alla menta con mandarle a SIdi Bou said, per poi riprendere la nave da Tunisi che ci avrebbe riportato a Palermo.

Ovviamente come ogni viaggio ce una lunga preparazione e tanti accorgimenti, come il servizio totale della macchina, frenatura, olio, filtri, pneumatici per offroad, insomma un check-up completo. Portando con noi di riserva alcuni ricambi primari per la vettura, filtri d’aria appositi per la sabbia del deserto ed ovviamente una ruota di scorta supplementare, una tanica di benzina perché per chilometri non ci sono aree di servizio, anche se noi non ne abbiamo avuto di bisogno.

La nostra Fiat Panda 4×4 Sisley del 1988 non ha particolari modifiche ma solo alcuni accorgimenti che danno dei punti di forza alla vettura, uno di questi sono i mozzi liberi in modo che l’auto risulti più silenziosa e libera su strada e all’occorrenza le consente di sfidare senza problemi i percorsi off-road.

Una piccola utilitaria che tuttora continua a stupire per le sue doti di robustezza, caratteristiche dinamiche e praticità, che c’ha permesso di trascorrere nove giorni insieme in modo inusuale; strada, sterrato, i paesaggi mozzafiato, il deserto, cultura e la voglia di vivere e di scoprire il mondo, ci ha resi partecipi di un avventura tanto indimenticabile quanto intensa e si fantastica già sul prossimo viaggio!

EQUIPAGGIO
Gaetano Confalone (Capo Gruppo)
Veronica Raciti
Claudia Musumeci
Alfio Musumeci
Felicetta Lucia Russo
Francesco Ulisano

Grazie a Veronica Raciti, fotografa di professione per gli scatti che mi ha fatto al Fortino di Ksa Ghilane sulla sabbia del Deserto.”

e …Grazie Claudina speriamo di vederti di averti qui con SheMotori con le tue Avventure, la tua passione ! Sempre a tutto giri!

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