MILANO – HANNOVER – Alfa Romeo Giulia with Michelin Primacy 4 – test drive –

Oltre 2.000 km al volante dell’Alfa Romeo Giulia 2.200 turbo diesel 180 CV AT8 equipaggiata con le Michelin Primacy 4

Qualche km… no di più
Milano Hannover in auto è possibile, e questo viaggio vale la meta: Hannover sia!
Amiche e Amici di She Motori abbiamo percorso più di 1000 km per provare l’Alfa Romeo Giulia 2.200 turbo diesel 180 CV AT8 equipaggiata con le gomme Michelin Primacy 4.  Nel nostro itinerario di viaggio abbiamo previsto di fare un passo quello del San Bernardino.
DA qui un paesaggio formato da collinette e punteggiato dalle tipiche formazioni rocciose arrotondate modellate dai ghiacciai. Si tratta del sito più vasto di questo genere in Svizzera e per questo classificato d’importanza nazionale. Per chi ama la natura dei passi, il Passo del San Bernardino può essere un posto bellissimo. Ci si può fermare per un drink, per una passeggiata o per contemplare la natura a pieni polmoni.
Il passo del San Bernardino è un valico alpino nel cantone dei Grigioni in Svizzera. È situato sullo spartiacque tra il bacino del Po e quello del Reno.

Guidare con emozione e via…
Subito alla guida sentiamo subito un ottimo feeling con la nostra compagna di viaggio e non soltanto per la trazione posteriore ma per uno sterzo prontissimo.
Il viaggio
Guidare la Giulia è agilità pura e per rendere il piacere della guida ancora più intenso e totalizzante non abbiamo impostato sulla modalità Dynamic, le prestazioni sono brillanti e più la si guida con passo spedito più la si sente addosso come un cappottino fatto su misura dalla propria sarta di fiducia.


Il 2.200 turbodiesel spinge bene e il cambio otto marce automatico è imorbido, veloce, praticamente perfetto e poi tanto apprezzato da noi donne
Abbiamo percorso davvero tanti km in autostrada e su strade extraurbane, il tempo è corso velocemente e non ci siamo nemmeno accorte delle ore, qualche sosta e poi affamate di arrivare alla meta eccoci!
Michelin Primacy 4 – le nostre scarpe 😉 on the road
Negli anni precedenti la Seconda Guerra Mondiale la città vecchia, con i suoi vicoli stretti e le numerose case a graticcio di epoca medievale, occupava una vasta area nel centro cittadino. Molte persone povere vivevano qui in condizioni precarie. Gli abitanti di Hannover si tenevano a distanza da questa zona, poiché la ritenevano pericolosa e in mano alla malavita. Il valore storico degli antichi edifici attirava l’interesse di pochi.
La città vecchia di Hannover si estendeva dalla porta Steintor alla piazza Aegidientorplatz. Oggi essa è riconoscibile solo grazie alla sua forma ellittica. Le sue strade principali, come la Osterstrasse, la Schmiedestrasse, la Knochenhauerstrasse, la Burgstrasse e la Leinestrasse, sono collegate tra loro da numerosi vicoli e si ricongiungono presso le porte antiche, come era usuale nelle città mercantili tedesche del Medioevo.

I raid aerei della Seconda Guerra Mondiale la rasero quasi completamente al suolo. Rimasero quaranta case a graticcio, dodici delle quali ubicate nelle vie Knochenhauerstrasse, Kramerstrasse e Burgstrasse. Durante la ricostruzione della città intere sezioni di questi edifici, soprattutto le facciate, furono trasferite e concentrate in quest’area. Esse formano oggi una “nuova città vecchia” nella parte più antica di Hannover. La casa a graticcio più antica e pittoresca si trova nel tratto superiore della Burgstrasse, circondata da edifici nuovi. La sua facciata rinascimentale risale al 1566, mentre il retro fu costruito in epoca ancora anteriore.
Nei suoi pressi si trova la chiesa più antica di Hannover, la Kreuzkirche, costruita nel 1333 e posta ora anch’essa vicino a nuovi edifici. L’interno è stato distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale. L’altare, progettato da Lucas Cranach il Vecchio, proviene da una chiesa di Einbeck. La cappella Duve, adiacente alla Kreuzkirche, è stata costruita nel 1655 e contiene la tomba di famiglia dei Duve, una ricca famiglia di mercanti. Il suo membro più famoso era Johann Duve, conosciuto per la sua generosità.

Il confort a bordo della Giulia non è mancato e anche le sospensioni hanno avuto il loro peso come anche le gomme in questo caso le Michelin Primacy 4, poco rumorose e davvero ottime per la nostra percorrenza soprattutto con un tempo non per nulla buono anzi pioggia e pioggia senza fine, il grip è stato ottimo.
E dopo aver macinato tutti questi km ci viene da aggiungere tanta sicurezza!
Durante il viaggio siamo incappate in un fiume di acqua in pieno traffico, stop and go, non sono mancate le ripetute frenate e abbiamo rilevato elevate prestazioni in frenata su bagnato, dal primo all’ultimo chilometro, senza compromettere la durata chilometrica.


Seguendo la Kreuzstrasse si giunge alla piazza Ballhofplatz. La Ballhof (“Sala da ballo”), costruita dal 1649 al 1664, era una sala sportiva, pensata per ospitare partite al chiuso. Fu utilizzata in seguito come sala assembleare e divenne infine un teatro. La piazza Ballhofplatz fu costruita solo negli anni Trenta, in seguito alla demolizione di molti vecchi edifici durante un processo di risanamento.
Di fronte al Museo cittadino, eretto negli anni Sessanta in uno stile stravagante, si trova la casa ricostruita di Leibniz (“Leibnizhaus”), un tempo un famoso edificio in pietra arenaria decorata. Costruita originariamente nella Osterstrasse nel 1499, fu restaurata nel 1652 e abitata dal famoso filosofo Leibniz a partire dal 1676. Venne distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale. La ricostruzione della sua facciata si è basata su fotografie e reperti. Dietro la facciata, l’edificio è interamente nuovo e viene utilizzato come campus universitario.
Il castello sul fiume Leine, oggi sede del parlamento del governo della Bassa Sassonia, risale al XII secolo. Era in origine un convento francescano, la cui congregazione fu dissolta nel 1553. Quando il duca di Calenberg trasferì la sua residenza ad Hannover nel 1636, parti dell’edificio furono ridecorate. Nel XIX secolo, quando Hannover divenne un regno, l’intero castello sul Leine venne ricostruito dal famoso architetto di Hannover Laves, che fece erigere anche il portico con sei colonne corinzie. Nel 1943 il castello sul Leine venne distrutto quasi completamente da un incendio. Rimase intatto solo il portico. Durante la sua ricostruzione venne aggiunta la sala assembleare moderna.
Il nostro viaggio finisce ma, è iniziato tanti mesi e in tutti questo mesi abbiamo provato in tante condizioni di strada di clima  di velocità le Primacy 4 arrivando a quita 44.728 km… ora che l’inverno è alle porte il cambio è prossimo e ci aspetta un nuovo longer test invernale…chissà quante nuove destinazioni vedremo …always #ontheroad

alla prossima;)




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