Michelin winter test drive with Mercedes GLC coupè - She Motori Michelin winter test drive with Mercedes GLC coupè - She Motori

Michelin winter test drive with Mercedes GLC coupè

L’offerta invernale Michelin, per ogni condizione, per ogni automobilista.

Care Amiche e Amici di SheMotori lo so quando si inizia il discorso gomma arridiate il naso…. ma è molto importante per tutti.
Questa volta diamo voce a Michelin che considera la sicurezza l’esigenza primaria degli automobilisti e il requisito indispensabile nello sviluppo di ogni pneumatico, tenete empire presente che lo pneumatico è l’unico punto di contatto del veicolo con la strada.


L’inverno non è uguale per tutti e qui la scelta si complica, ma non siete soli.
La nostra prova è stata al volante della Mercedes GLC coupé, decisamente suv, e quindi con un certo “peso”, gommata con i Michelin Latitude AlpinLA2.
Guidare un SUV con la trazione integrale non basta per viaggiare sicuri nel periodo invernale, serve anche avere le coperture giuste…

Alla guida abbino avuto modo di provare le “gomme” su tratti anche con asfalto a basse temperature, non abbiamo incontrato neve, ma gelate si, sopratutto nelle curve dove il sole proprio non arriva in questo periodo, lei la GlC ha risposto sempre bene, anche con frenate ripetute vivaci, una cosa importante è il buon senso e la velocità, in primis da rispettare e poi in condizioni non “normali” va ovviamente diminuita. Abbassando il finestrino abbiamo tentato di ascoltarle…perchè anche questo conta.

Quattro chiacchiere con Valerio Sonvilla -Responsabile Prodotto Auto Michelin.
Sulla base dello studio delle condizioni atmosferiche in Europa, delle abitudini di guida degli automobilisti e delle loro aspettative, Michelin ha strutturato l’offerta invernale in due categorie distinte.
Partiamo dal CrossClimate,lo pneumatico estivo con omologazione invernale,il prodotto più innovativo di Michelin dopo il radiale, la soluzione, semplice ed economica, per la maggior parte degli automobilisti, che tendono a usare i pneumatici estivi tutto l’anno. Michelin CrossClimate permette all’automobilista, con un solo treno di pneumatici, di non preoccuparsi delle variazioni meteorologiche per tutto l’anno.


Michelin Alpin, per chi viaggia spesso in condizioni invernali severe e richiede pneumatici specifici.
La scelta a volte non è semplice ma nel periodo invernale è necessario porsi due domande:
Con che frequenza si incontrano condizioni di guida invernali ?
Nevicate occasionali e/o condizioni meteo imprevisti, condizioni invernali frequenti
Che tipo di veicolo si possiede?
Da sempre Michelin investe in ricerca, sviluppo e tecnologia
I comportamenti degli automobilisti europei sono alla base dello sviluppo del CrossClimate:
Il 65% degli automobilisti europei utilizza pneumatici estivi tutto l’anno, compromettendo la propria sicurezza nei periodi freddi, in caso di neve o di ghiaccio. (Fonte GFK: studio sui comportamenti dei consumatori europei 2014.)
4 automobilisti europei su 10 considerano che il cambiamento stagionale dei pneumatici è un fastidio e di fatto rinviano il più possibile il momento del cambio. (Fonte Ipsos: comportamenti di acquisto pneumatici invernali 2014/2015.)
CrossClimate ha i suoi punti di forza nella durata chilometrica, nell’efficienza energetica e nel comfort. La coerenza dell’insieme è ottenuta grazie all’innovativo mix di tecnologie di avanguardia su 3 componenti indissociabili del pneumatico: l’architettura, la struttura e i materiali. In particolare: le mescole di gomma, la scultura del battistrada a V, con angolazione evolutiva che permette di ottimizzare l’aderenza sulla neve, e le nuove lamelle 3D autobloccanti che aumentano la motricità.
Praticamente il CrossClimate racchiude in un unico pneumatico le tecnologie estive e invernali e diventa il primo pneumatico semplice ed economico in grado di offrire una sicurezza ottimale in qualsiasi condizione meteorologica, in ogni momento dell’anno.


Per queste qualità, nel 2015 Michelin CrossClimate ha ricevuto il Premio per l’Innovazione Tecnologica nella categoria pneumatici nell’ambito degli Awards della Gomma istituiti da Assogomma, e nel 2016 il Premio “Miglior pneumatico per la flotta” nella categoria “fornitori della flotta auto” nell’ambito dei MissionFleetAwards istituiti da Newsteca.
“Michelin investe 700 milioni di euro l’anno in Ricerca e Sviluppo, settore in cui operano oltre 6000 persone, ed è in costante ascolto degli utilizzatori per offrire loro una durata chilometrica ottimale ed elevate prestazioni in ogni pneumatico. MICHELIN Crossclimate è il risultato di questo impegno e risponde a un’esigenza di sicurezza, consentendo all’automobilista di affrontare qualsiasi condizione climatica tutto l’anno, e a un’esigenza di semplicità ed economicità, permettendo di evitare il cambio stagionale.” commenta così Marco Giuliani -Direttore Commerciale Vettura e Trasporto Leggero Michelin Italiana
L’offerta CrossClimate copre l’85% del parco circolante.
Per chi invece l’inverno lo vive proprio in “neve” e “ghiaccio”: Michelin Alpin 5 è il pneumatico destinato ad utilitarie, monovolume, berline compatte e familiari che beneficia di due tecnologie avanzate, che riguardano la scultura e la mescola.


L’effetto cremagliera, per un miglior ingranamento sulla neve e per spostare i limiti di insorgenza del fenomeno dell’aquaplaning.
Le lamelle agiscono come migliaia di piccoli artigli che si aggrappano al suolo. Ciò contribuisce sensibilmente alla motricità sulla neve. Questo effetto è tanto più efficace quanto maggiore è il numero delle lamelle e la loro forma specifica.
Maggiore è la superficie di gomma a contatto con il suolo, migliore è l’aderenza. Gli ingegneri Michelin hanno rielaborato la forma dei tasselli ed il loro orientamento, per ottenere un miglioramento della funzione autobloccante degli elementi della scultura del battistrada che consente una maggiore rigidità, quindi una migliore qualità del contatto con il suolo e di conseguenza una migliore precisione di guida.


Inoltre, per una buona aderenza su suolo bagnato freddo, la mescola di gomma deve contenere un’elevata percentuale di silice. Per i pneumatici invernali, MICHELIN ha scelto di aggiungere degli elastomeri funzionali nella mescola. Si tratta dell’Innovativa Tread Compound Technology.
Il ruolo di questi elastomeri funzionali è di rendere la mescola più omogenea, con un’elevata percentuale di silice. Si migliorano così le prestazioni in termini di aderenza su suolo bagnato e innevato, mantenendo alto il livello di efficienza energetica.
La nuova mescola di gomma è il risultato della tecnologia Michelin Hélio Compound di 4a generazione. Contiene olio di girasole, che permette di ottimizzare il funzionamento del pneumatico a bassa temperatura.
Michelin ALPIN 5 è disponibile in 76 misure.


Per i Suv Michelin Pilot AlpinPA4 e Latitude AlpinLA2 che integrano la tecnologia Ridge-n-flex,
I pneumatici Michelin invernali, come il MICHELIN Pilot Alpin, con le lamelle profonde in 3D, e il MICHELIN CrossClimate, sono pneumatici omologati per l’inverno nei paesi in cui i pneumatici invernali sono obbligatori, e offrono prestazioni elevatissime fino all’ultimo chilometro, cioè fino a un livello di usura del battistrada di 1,6 mm.
Michelin è contraria a un cambiamento della regolamentazione relativa a una profondità minima di scultura dei pneumatici, per tre ragioni:
1-Sicurezza
• La regolamentazione in vigore, del 1989, prendeva in considerazione le prestazioni dell’epoca. Per quanto riguarda i progressi realizzati nel mondo dei pneumatici, la maggior parte dei modelli attuali offre prestazioni superiori.
• Oggi, nessuna statistica permette di stabilire la relazione tra un aumento degli incidenti e il fatto che lo spessore del battistrada sia inferiore a 3 o 4 mm.
• Le distanze di frenata dipendono da diversi elementi. Sistema di frenata, sensori ABS, granulometria del suolo (livello di aderenza), condizioni meteorologiche (umidità e temperatura), pressione dei pneumatici, temperatura della gomma, comportamenti di guida sono tra i tanti criteri che entrano in gioco al di là delle caratteristiche intrinseche del pneumatico.
• Anche i pneumatici nuovi possono presentare grandi differenze di prestazioni nel campo dell’aderenza in base alla marca, ai produttori, ai modelli e alle misure. Un pneumatico premium con una scultura del battistrada a 1,6 mm può essere più performante di un pneumatico economico “budget”, nuovo o quasi nuovo.
• In realtà, già i primi chilometri percorsi determinano un’usura. Michelin offre per l’insieme dei suoi pneumatici un alto livello di performance per ogni esigenza fino a uno spessore di scultura del battistrada di 1,6 mm, cioè diversi anni e decine di migliaia di chilometri dopo l’acquisto.2-Costo
• Sostituire i pneumatici quando lo spessore della scultura è 3 o 4 mm costringe a un cambio più frequente, con conseguente aumento di costi per il consumatore. Questo non è accettabile in un’epoca in cui i progressi tecnologici legati al pneumatico, indipendentemente da quelli raggiunti in campo automobilistico, dovrebbero, al contrario, offrire un miglioramento delle prestazioni dei pneumatici.
• Sostituire un pneumatico a 3 o 4 mm di profondità di scultura invece che a 1,6 mm rappresenta indicativamente un pneumatico in più per vettura ogni due anni – una situazione non proponibile all’automobilista.
• L’impatto per gli utilizzatori professionali e per le flotte sarebbe altrettanto significativo, con un incremento del TCO (costo totale di gestione). Aumenterebbero le rate mensili associate ai contratti di noleggio e leasing, come i termini dei sempre più diffusi PCP (personal contract purchase) per i privati.
3-Ecologia
• Fabbricare un pneumatico richiede l’utilizzo di numerosi materiali, ma anche energia. Più materia è utilizzata, maggiore è l’impatto ambientale. Sostituire i pneumatici il più tardi possibile permette di evitare il sovra-consumo di materie prime e di energia.
• La resistenza al rotolamento, responsabile del 20 % del consumo di carburante delle vetture (motore termico ed elettrico), migliora con l’usura. Sostituire prematuramente i pneumatici comporterebbe un consumo supplementare fino a 900 milioni di litri di carburante l’anno, cioè ulteriori 3 milioni di tonnellate l’anno di emissioni di CO2, l’equivalente di un anno di emissioni di CO2 per una città come Manchester (GB). Questo livello raggiungerebbe i 9 milioni di tonnellate se si aggiungesse la perdita di materia generata dalla sostituzione anticipata dei pneumatici, l’equivalente delle emissioni annuali di CO2 della città di Birmingham, seconda città della Gran Bretagna.
• Anche il riciclo consuma energia. Più materia si deve riciclare, meno efficaci si è in termini di sostenibilità. Nel parco automobilistico europeo, passare da 1,6 mm a 3 mm corrisponderebbe a oltre 1,5 milioni di tonnellate di materie prime perse annualmente, equivalenti a una richiesta energetica di 290 milioni di tonnellate di petrolio greggio, cioè la produzione annuale di Messico e Venezuela insieme.
NB: La regolamentazione europea, secondo la direttiva 89/459/CEE, recepita in Italia all’interno del Decreto Legislativo N. 285 del 30/04/1992 (Nuovo Codice della Strada) relativo alle caratteristiche e alle condizioni di utilizzo dei pneumatici di automobili e rimorchi, definisce a 1,6 mm la profondità legale minima della scultura dei pneumatici dei veicoli appartenenti alle categorie internazionali M 1 (vetture), N 1 (furgoni) e O1/O2 (rimorchi). È stato considerato, quindi, che questa profondità di scultura del battistrada sia sufficiente per evacuare il velo d’acqua presente su una strada potenzialmente bagnata e offra le condizioni di sicurezza per tutti gli automobilisti, in ogni condizione.



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